Giuseppe

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Giuseppe, “uomo giusto” secondo la Bibbia (Mt.1,19) è il patrono dei lavoratori nella tradizione cristiana. Per la sua umile sottomissione al piano divino e la sua abnegazione, è stato un elemento indispensabile alla venuta del Messia. Il suo esempio continua oggi a ispirarci…

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Meditazione di Sant’Efrem
“Giuseppe ha amato suo Figlio come un figlio,
Egli l’ha servito come un Dio,
Se ne è rallegrato come ci si rallegra di un giusto,
Lo ha rispettato come un amico.
Oh meraviglia delle meraviglie!
Giuseppe dice:
“Chi mi dona d’avere per figlio
Il Figlio dell’Altissimo?
Ho dubitato di sua madre,
E ho pensato di abbandonarla.
Non pensavo che nel suo ventre
Ci fosse un immenso Tesoro
Che ha arricchito la mia indegnità fin dall’inizio.
Davide, il re della mia tribù, ha portato la corona.
Quanto a me, sono stato grandemente disprezzato
Perché io non sono che un falegname, non un re.
Ma la corona mi è ritornata
Perché ho portato nelle mie braccia
Il Re della creazione”.

Vangelo di Matteo capitolo 1 versetto 18 al capitolo 2 versetto 23

Mt 1, 18-19: Sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

La reazione di Giuseppe era legittima. In effetti, nella mentalità ebraica dell’epoca, la situazione di Maria, condannata dalla Torah, era scandalosa ancor più per un uomo integro come Giuseppe. Conoscendo la purezza del cuore di Maria e la sua onestà, tuttavia, Giuseppe superato dagli avvenimenti, decide dunque di ripudiarla senza scalpore, cercando di proteggerla, per evitarle la lapidazione perché era un uomo giusto. Giuseppe esprime così un giudizio personale, anche se contrario alla legge ebraica, ciò si allaccia alla parola del Cristo in Luca 12,57: “E perchè non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?”

Mt 1, 20-22: Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchè quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un Figlio e tu lo chiamerai Gesù: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.”

L’Angelo vedendo Giuseppe turbato non lo biasima e lo rassicura conoscendo la purezza del suo cuore. Il turbamento di Giuseppe è paragonabile a quello di Maria in Luca 1,29. L’Angelo conferma che Maria è sua moglie legittima ciò implica che egli stesso è stato scelto per essere il suo sposo. Con questo sogno, Giuseppe apprende il suo ruolo di Padre legale e di sposo: Tu lo chiamerai Gesù.

Mt 1, 24-25: Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Giuseppe si mostra docile ed obbediente alla volontà del Signore perchè l’Angelo è venuto a confermargli le parole di Maria. Questo sogno ravvicina Maria e Giuseppe e crea una fiducia reciproca che li salda per fare fronte agli avvenimenti futuri. Da questo istante, Giuseppe assume il suo ruolo di padre e di sposo legittimo. Sottomettendosi alla scelta divina, Giuseppe rinuncia dunque ai suoi eventuali progetti di padre, di famiglia e di sposo facendo prova di abnegazione, di umiltà e di coraggio.

Mt 2, 13-15: Essi erano appena partiti, quando un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio”.

Mt 2, 20-23: “Alzati, prendi con te il bambino e va’ nel paese d’Israele; perchè sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”. Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò nel paese d’Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regione della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazareth.

Giuseppe si mostra obbediente e docile malgrado la difficoltà della sua missione. Giuseppe ha il ruolo di protettore di Maria e del suo bambino. Inoltre, appare ugualmente la stretta collaborazione divino-umana tra Giuseppe e l’Angelo.

Vangelo di Luca capitolo 2 versetti 46 a 48

Lc 2, 46-48: Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo.”

Questi versetti mostrano a quale punto Giuseppe adempie alla sua missione di padre e dunque di protettore: L’attitudine di Giuseppe, “angosciata”, mette innanzi la sua coscienza d’avere in carico questo bambino.

Posté le 25 Jan 2007 | Tags : |

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