L’Immacolata Concezione

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La Vergine è apparsa a Lourdes a Bernadette Soubirou nel 1854. Quando ella le domandò il suo nome, la Vergine le rispose: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Questa Verità fu dunque una rivelazione fatta dal Cielo stesso. Fu e rimane confermata da miracoli.

Molti comprendono male il significato reale di questa cosa. Credono che Immacolata Concezione significhi che Maria ha partorito Gesù restando vergine, non avendo conosciuto sessualmente alcun uomo: “Ella si trovò incinta per opera dello Spirito Santo” (Matteo 1,18). Ora, Maria non avrebbe commesso nessun peccato nell’avere delle relazioni coniugali con Giuseppe, suo legittimo sposo. Si tratta, però, del concepimento di Gesù nel seno di Maria e non della persona di Maria.

Maria è la Concezione Immacolata nella sua stessa persona , dal momento del suo concepimento nel seno di Anna, sua madre. Ella è immacolata, vale a dire non ha ricevuto la ferita o la macchia di Adamo ed Eva, macchia che hanno ereditato tutti gli uomini.
Adamo ed Eva erano entrambi un’ “immacolata concezione” prima di essere sedotti dal nemico dell’Umanità. Essi, però, sono caduti ispirati da Satana (Genesi 3). Tramite loro, la macchia è passata in eredità a tutta l’umanità. Dio promise che la donna si sarebbe vendicata e avrebbe schiacciato la testa del serpente (Genesi 3,15).

È tramite Maria, la Madre del Messia, il Verbo di Dio, che Dio opera questa vendetta. Il Verbo divino stesso doveva incarnarsi, per salvare gli uomini che credono in Lui. Non poteva incarnarsi in un seno perturbato dalle conseguenze del peccato originale. Era necessario che il ricettacolo materno del Verbo di Dio fosse risparmiato e questo per l’unica gloria di Dio. Questo ricettacolo fu Maria. Ella non fu Immacolata per una sua gloria personale, ma in funzione del Piano divino.
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Così, solo Maria è l’Immacolata Concezione grazie all’intervento di Dio per compiere il Piano del Padre divino. Ella è l’Immacolata perché il Messia non poteva essere concepito in una “camera in disordine”. Dunque, è per questo che la Vergine è stata preservata da questo peccato, non per se stessa, ma in funzione del Piano divino. Maria non ha smesso di rispettare questo Piano e di essere in armonia perfetta con la Volontà del Padre e questo senza mai sfidare Dio, come fecero, invece, i primi genitori dell’umanità. Ella fu e resterà sempre Immacolata.

Il Corano testimonia molto esplicitamente questo condizione di “Immacolata Concezione” in cui si trovano Maria e anche Gesù. Nel versetto seguente, la donna d’Imran, cioè la madre di Maria (la famiglia d’Imran sono i genitori di Maria) dice: “Signor mio, io ho votato a te ciò che è nel mio seno; accettalo da me, poiché Tu sei l’auditore e il sapiente. E quando la ebbe partorita (Maria), disse: “Signor mio, ho partorito una femmina e l’ho chiamata Maria. La metto sotto la Tua protezione, lei e la sua posterità (Gesù), perché Tu la preservi dalle astuzie di Satana” (Corano III ; Famiglia d’Imran, 31).

Dio ascoltò la preghiera della mamma di Maria e esaudì il suo voto: Maria e Gesù furono i soli ad essere protetti dal demonio, così come riportato da Maometto nelle sue “Nobili Discussioni” (vedere l’interpretazione coranica dei “Jalalein” riguardante i versetti precitati): “Nessun uomo nasce senza che il diavolo lo colga fin dalla sua nascita e strilli a causa di questo attacco satanico (la macchia del peccato originale), con l’eccezione di Maria e di suo Figlio”.
(Vedere i testi: “Sguardo di Fede sul Corano” e “I fratelli di Gesù”).

Così, dopo Adamo ed Eva, solo Maria (anche ben inteso il Cristo Gesù) ha avuto un Concepimento Immacolato.

Articolo apparso sù www.pierre2.org

Noi celebriamo oggi la glorificazione di Maria, cioè l’influenza totale e definitiva dello Spirito sul suo corpo e sulla sua anima.
Fin dal primo momento della sua esistenza, per la sua Concezione immacolata, ella era stata sotto l’azione dello Spirito:

  • Al tempo dell’Annunciazione, è lo Spirito che ha realizzato in lei l’incarnazione del Verbo.
  • Alla Pentecoste, è lo Spirito che, prendendo possesso del Collegio apostolico, l’ha consacrata regina degli Apostoli e madre della Chiesa.
  • All’Assunzione, è ancora lo Spirito che si impossessa di lei: come aveva risuscitato il Figlio, risuscita la Madre.

Quale interesse ha questa credenza per la nostra vita spirituale? Se la Chiesa ha definito questo dogma, non è solamente per esaltare “la grandezza di Maria”, è anche per ricordare agli uomini e alle donne la dignità del corpo umano destinato alla Gloria.

L’uomo di sempre, e non solamente l’uomo attuale, è diviso tra il culto del corpo (gli dei dello stadio e dello spettacolo, gli idoli di carne) e il disprezzo del corpo (considerato come un strumento di piacere visuale e carnale che si può consumare e di cui si può abusare).

La glorificazione di Maria, corpo e anima, ci invita a rispettare il nostro corpo e quello degli altri. I nostri corpi sono, come il suo, creati dal Padre, riscattati dal Figlio, consacrati dallo Spirito e sono, come il suo, destinati alla gloria, perché la sopravvivenza non è l’immortalità dell’anima, ma la risurrezione della carne, cioè della persona umana tutta intera. Nel linguaggio biblico, lo spirito non è l’anima e la carne non è il corpo, ma lo spirito è l’uomo nella sua anima e nel suo corpo quando è vivificato dallo Spirito. È ciò che dice anche sant’Agostino: “Come lo Spirito, quando è caduto sotto la schiavitù della carne, meritò di essere chiamato carnale, allo stesso modo il corpo merita bene di essere chiamato spirituale quando è perfettamente sottomesso allo Spirito”.

Nell’Assunzione si produce il trionfo della nuova Eva associata al nuovo Adamo. È il trionfo della donna che si unisce al trionfo dell’uomo. Dio non ha voluto che l’ideale dei fini ultimi dell’umanità si realizzasse unicamente in anticipo in un uomo, questo avrebbe potuto favorire l’idea di un esclusivismo maschile e oscurare l’importanza dei valori femminili nella comunità umana.

Il primo ideale dell’umanità era stato iscritto in un uomo e in una donna; si era perso per il concorso di entrambi; doveva essere restaurato, seguendo il piano divino, attraverso un’analoga collaborazione. L’Assunzione attesta che la donna non è né lasciata nell’ombra, né confinata in disparte e che ella è stata definitivamente restaurata nella sua dignità femminile. Una donna realizza da ora, accanto all’Uomo nuovo, la perfezione estrema che è prescritta all’umanità.

L’Assunzione, lungi dunque dall’apparirci come una sorta di apoteosi e di eccezione, è il destino normale del cristiano: Maria ci precede nella gloria come ci ha preceduti nella fede: ciò che Lei è, la Chiesa tutta intera lo sarà un giorno. Maria è proprio “la prima e ultima icona della Chiesa”. Ciò che si è realizzato in lei si realizzerà in ciascuno di noi, in noi tutti, se noi sappiamo, come lei, acconsentire allo Spirito.

Feste – di Jeanine Friburg, L’Istituto Nazionale delle Lingue e Civiltà orientali

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